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martedì 26 agosto 2014

La felicità è una semplice cosa

Basta poco per essere felici.
(crisi, non ti temo)


In vista della festa di compleanno dei figli, le mamme dei loro amici mi chiedono "cosa potremmo regalare?". Una domanda alla quale non so rispondere. Perchè i miei figli possiedono sì tanti bei giochi, ma alla fine occupano tutto il loro tempo a dare calci alla palla in terrazzo, a scavare buche in giardino, a costruire trappole per i cinghiali oppure a raccogliere foglie, semi, rametti ed il resto dell'occorrente per fare la loro pozione magica.

Se piove, allora stanno in casa dove di recente si sono inventati la macchina del tempo sotto le coperte.
Non posso buttare una scatola di cartone o della carta scoppiettina senza vederli poi frugare nei sacchetti della differenziata per raccogliere questi materiali preziosi per la costruzione di robot.

Tutto questo lo racconto qui perchè recentemente ho aperto su facebook un video dal titolo "noi che... degli anni '80" dove mi veniva ricordato che in quell'epoca si usava giocare in cortile, citofonare agli amici, accendere la televisione solo per guardare il programma preferito, viaggiare su una macchina con la targa nera e la sigla della provincia arancione.... Ho commentato questo video dicendo che probabilmente sto crescendo figli anni '80.

Qui da noi, a parte il fatto che guido una fantastica R5 targata in nero ed arancione, è del tutto normale citofonare al vicino per sapere se è in casa piuttosto che chiamarlo al cellulare. E' normale prassi limitare l'uso della televisione ai cartoni più richiesti e negli orari più consoni per noi (va da sè che non sentiamo la minima necessità della tv a pagamento), è normale stare il più possibile all'aria aperta e utilizzare quel chilo di massa neuronale che ci è dato in dotazione per disegnare campi da calcio, posteggi o figure magiche coi gessetti, vedere quale aereo di carta vola più lontano, giocare a nascondino sfidando anche un po' la paura di entrare in qualche anfratto dove potrebbe esserci un lupo (!).

Ma attenzione: più questa scatolina che abbiamo dietro la fronte viene stimolata, più prende vita. Vedere uno spettacolo all'aperto può far nascere spontaneamente l'idea di riproporne uno a casa. Con tanto di cassa, bar, sedie per gli spettatori e sipario. Un fratello alla cassa, uno in scena, il terzo fa da comparsa e da claque.



Consci che questo atteggiamento non sia solo stimolante, ma anche assolutamente economico, domenica scorsa, siamo andati al Forundio Festival. Dopo un fantastico pranzo servito.....sul cofano della R5 sopra menzionata, che abbiamo deciso di graziare parcheggiandola all'inizio dello sterrato usando un po' di più le nostre gambe, e dopo aver camminato su un sentiero in montagna, i miei figli una volta giunti a destinazione, alla vista di una bellissima distesa verde hanno iniziato a sdraiarsi sul prato, fare capriole e poi, massimo dei massimi, a fare lo scivolo scalando una piccola collina e buttandosi giù con l'aiuto dell'erba tagliata....


Guardandoli giocare tra loro con....niente.... ed imparare a fare giochi semplici come i giocolieri mi ha riempito il cuore ed ancora una volta ho avuto la dimostrazione che la felicità è una semplice cosa.... non sono vestiti nuovi, cene al ristornate, vacanze esotiche...
Basta un pic nic sul prato gettando i semi di albicocca nella terra dicendo "fra qualche anno torniamo a vedere se è cresciuto l'albero", basta la condivisione di pensieri ma anche, perchè no, di beni materiali con altre persone (il riciclo dei vestiti che non si indossano più ad esempio), basta saper apprezzare la semplicità e la bellezza di stare insieme in salute....e la felicità è con noi :-)





domenica 2 febbraio 2014

Oh mio BIO!

Anni fa, quand'è arrivato "il biologico" in Italia, non me ne interessavo minimamente. Mi sembravano prodotti di nicchia, per esperti del mestiere, e se vogliamo anche un po' d'èlite, visti i prezzi.

Spostandomi in campagna ho poi toccato con mano ciò che significa mangiare biologico, in quanto le verdure dell'orto sono sicuramente meno belle da vedersi rispetto a quelle in commercio, ma hanno un sapore decisamente diverso! Sono più buone, tanto che per fare un esempio, al mio bimbo grande non piacciono le zucchine....se non quelle dell'orto!
Purtroppo la nostra produzione non è ad alti livelli, ma pian pianino penso che potremo ritagliarci sempre più tempo e spazio per incrementarla. Dopotutto abbiamo anche 6 piccole braccia che crescendo potranno aiutarci in questo compito.

Dopo le verdure è arrivato il momento di provare la cosmesi biologica..... invecchiando (ahimè) ho avuto bisogno di trovare una crema idratante per il viso. Ne ho provate diverse, poi sono approdata in un negozio di cosmesi biologica condotto da persone davvero brave (no, non mi pagano per fare pubblicità, ma ho messo comunque il link al loro negozio in home page). La differenza di una crema biologica rispetto a quelle commerciali è stata valutata direttamente dalla mia pelle, che ringrazia. E non solo! I miei figli hanno sofferto a lungo di crosta lattea....che è sparita per sempre una volta cambiato lo shampoo, scegliendone uno biologico. Sono bastate due applicazioni.

Da poco poi sono approdata anche ai detersivi biologici....più che biologici, fai da te! Lavare i piatti con il detersivo autoprodotto con limoni, aceto e sale è davvero meraviglioso, primo perchè non lascia residui chimici sulle stoviglie, che anche se in minima quantità darebbero comunque accumulo, secondo perchè aprendo la lavastoviglie sento un meraviglioso profumo di limone, e terzo perchè è economicissimo!!
Ho anche scoperto che gli spray per pulire il vetro della stufa sono del tutto inutili (ed inquinanti): basta inumidire un pezzo di scottex, pucciarlo nella cenere e strofinare! Anche qui, eco-nomicissimo!
Ora sto solo aspettando di svuotare il flacone di detersivo per il bucato per riempirlo con quello che farò da sola partendo da sapone di marsiglia...

Ripensando a tutto questo mi sono stupita: OH MIO BIO! sono diventata una donna biologica....

giovedì 8 agosto 2013

Professione: casalin... no, voglio la casella MAMMA

Quando mi capita di dover compilare un modulo con i miei dati anagrafici e poco più, alla casella "professione" devo tapparmi il naso e barrare "casalinga". Ma io di casalingo faccio ben poco. Faccio prevalentemente la mamma.
Non si potrebbe fare una petizione per avere la casella "professione mamma"?

Io amo cucinare, amo cucire, creare, addobbare. Ma non pulire, spolverare, fare il bucato, lavare i piatti....proprio no. Anzi diciamo che sono anche abbastanza negata. O forse è solo che non avendone la minima voglia, le "faccende" mi riescono piuttosto male.

Certamente  piacerebbe molto anche a me vivere in una casa sempre pulita ed in ordine. Ma dal momento che non mi posso permettere Mary Poppins come aiuto..... devo contare su me stessa, riducendo così al minimo il tempo dedicato alla casa (comunque a fare bucati e a preparare pranzi e cene e tanto altro, per 5 persone, ho già il mio bel da fare) e preferendo il gioco con i miei figli. Questione di priorità, ognuno ha le sue.

E' capitato che una mattina dopo aver fatto -e fatto fare- colazione, ho pulito con la scopa il pavimento. Avrei dovuto passare anche lo straccio, ma........ ho preferito approfittare della bella giornata e del fatto che fossimo a casa per fare un bel bagno all'orso Lolo!
L'orso Lolo è un grande, immenso, gigantesco peluche che dorme pacifico nel letto del "grande". Con l'assistenza dei tre figli ho ripreso la vaschetta (blu, ikea) che usavo per i loro bagnetti da neonati, ci siamo messi in giardino e con l'aiuto della canna e di un po' di detersivo abbiamo lavato l'orso. Che bagnato avrà pesato sui 50 kg. Una cosa divertentissima, perchè mentre io facevo il sollevamento pesi e cercavo di dare una lavata a questo peluche, il più piccolo ha iniziato a schizzare d'acqua i fratelli ridendo a crepapelle! Nel giro di 2 minuti sono volati pantaloni e magliette ed abbiamo giocato con l'acqua fino al rinfresco totale.
Ah.... sì l'orso bene o male è stato insaponato e sciacquato. Poi ci sono voluti tre giorni di sole perchè si asciugasse!

E' capitato un pomeriggio nel quale il piccolo si è fatto una bella ronfata, un pisolino molto lungo, cosa che mi avrebbe permesso di fare qualcosa in casa, cose che magari non posso fare con lui: lavaggio dei mobiletti della cucina, stirare....
Invece mi sono lasciata trascinare dall'inventiva di Robi, che aveva "rubato" dai sacchi della pattumiera differenziata scatole cartoni e bottiglie per costruire un robot. Non stava molto bene insieme, per cui l'ho aiutato dandogli carta (sacchetto del pane) e colla (vinavil diluito) per rivestire il corpo del robot di modo che fosse più compatto e più omogeneo a vedersi. E una volta asciutto l'ha colorato con la tempera.
Eccolo qui "prima"

e "dopo" (mamma dai fagli una foto così poi lo mettiamo su internet)



Insomma, preferisco di gran lunga avere i fornelli sporchi e una pila di bucato da sistemare ma passare tempo prezioso con i miei cuccioli, che presto cuccioli più non saranno, e godermi più che posso il tempo con loro, specialmente ora in vacanza.

Per cui ecco.... lavo-cucino-pulisco e talvolta stiro (diciamo un paio di volte l'anno) ma lo faccio in qualità di mamma, non di casalinga.



giovedì 25 luglio 2013

Dovevo iniziare dal terzo

Spesso quando mi chiedono "com'è con tre?" rispondo "DIVERTENTE". 
Quando mi chiedono "com'è col terzo?" rispondo 
"Il terzo è il più bello di tutti". 

Non perchè abbia una preferenza verso il mio ultimo figlio, ma perchè dopo lo sconvolgimento del primo ed essermi affannata col secondo, ora mi godo in pieno il terzo. Con la consapevolezza -e la malinconia- che le coliche passano, il mal di schiena passa, le notti tutti insieme nel lettone passano, i dentini escono, l'indipendenza viene conquistata...  non voglio perdermi nemmeno un attimo di questo bimbo, dalle faccette buffe da neonato ai rigurgiti, dalle prime parole ai suoi "NO!". Addirittura lo tengo spesso in braccio (non ho usato la carrozzina o il passeggino salvo rarissime eccezioni) rendendomi conto che lo faccio in un gesto che è quasi un contenimento, un tentativo di rallentare il tempo che passa, di tenerlo piccolo, il mio più piccolo.



Ho vissuto con grande naturalezza i suoi primi mesi, assecondando le sue inclinazioni senza inutili costrizioni.
Ha dormito nel lettone per tutto il tempo che ha voluto: senza l'ansia di "dargli il vizio" (che frase odiosa) ha superato questa fase ed ora si addormenta nel suo lettino quando non ha voglia di addormentarsi attaccato al seno.
Ha mangiato girando per la cucina o seduto in braccio a me, schifando seggiolone e seggiolini, mentre ora sale da solo sulla sua sedia quando è pronto il pranzo, sta seduto al suo posto per godersi il pasto insieme agli altri quattro componenti.
Se avessi scelto di volerlo mettere a dormire da sempre nel suo lettino o a mangiare seduto al suo posto mi sarei fatta venire un gran nervoso, avrei sprecato energie con l'unico risultato quello di creare un'atmosfera ostile e tesa. Gli avrei procurato un gran senso di frustrazione (ma perchè la mamma non mi vuole?)....inutilmente.
Siamo arrivati allo stesso risultato (che poi è quello naturale; dubito che a 10 o 12 anni un bambino voglia ancora dormire insieme ai genitori nel lettone) prendendo la strada dettata dal cuore, senza curve nè salite.

In realtà non sono stata rigida nemmeno con i primi due.
Però ricordo che ero un po' preoccupata circa l'abitudine del primo figlio di andare a letto tardissimo e di svegliarsi in tarda mattinata. Da due anni questo bimbo è il primo a svegliarsi, ancora prima delle sette, per andare a scuola, e lo fa senza grandi fatiche.
Con il secondo ero un po' infastidita dal fatto che volesse continuare ad essere allattato anche oltre i due anni. Non avevo motivo di smettere e così ha continuato fino ai due anni e mezzo, ma se dicessi che ero serena direi una mezza bugia.

Chiaramente le dinamiche con tre figli sono diverse, per cui il terzo, povera stella, non ha mai potuto ad esempio permettersi di dormire fino a tarda ora, perchè c'era il fratello da portare all'asilo. D'altra parte viene allattato dove e quando gli piace, senza che la mamma abbia un grande punto di domanda stampato in faccia.
Ovviamente l'esempio dei fratelli maggiori, suoi guru indiscussi, gioca un ruolo importante: se non insisto io nel volere che si sieda a tavola o che vada nel suo letto, vede comunque sempre i "grandi" seduti al loro posto, e ogni sera li assiste mentre si lavano i denti e si mettono il pigiama; dopodichè si può pensare di andare a dormire anche noi... e se LORO fanno così... significa che è bene seguire il loro esempio... :-)
(Non voglio negare il rovescio della medaglia: se loro litigano dandosi un calcio o uno spintone, impara subito a farlo...)

Ho fatto questi due esempi ma ce ne sarebbero molti altri da fare...li ho usati per cercare di spiegare quest'attitudine (condivisibile o meno).

...forse è proprio vero: tre è il numero perfetto 



:-)

lunedì 3 giugno 2013

un regalo....apposta per te!

La mia vena creativa è in piena!

Ultimamente mi piace cucire....ma cosa fare con tre figli maschi?? Di certo non vestiti e gonne....
E invece sì!! Non per loro...ma per la moltitudine di bimbe che festeggiano ora il compleanno.

Penso che ricevere un regalo personalizzato, fatto a mano, sia un segno di grande amicizia e stima, perchè è un regalo pensato, studiato proprio per una persona specifica, tenendo conto dei suoi gusti e del suo stile.
Anche un regalo acquistato in negozio può avere queste caratteristiche, ma il regalo fatto a mano contiene oltre a quanto sopra, anche il dono del tempo, dello spazio (immaginate solo quanto tempo ci vuole per sistemare macchina da cucire, attrezzi, ferro da stiro, fili, ecc. se non si ha in casa un angolo dedicato), del lavoro delle mani, ha in sè quella sensazione di fare qualcosa di speciale, la soddisfazione di aver eseguito un buon lavoro (o di aver comunque dato il meglio che si potesse). Personalmente consegno questi regali cercando negli occhi del destinatario queste stesse sensazioni....

L'ispirazione di molti regali che ho fatto in questo periodo me la dà il bellissimo blog di Ilaria, Lasciarpachecanta. Nella maggior parte dei casi ho utilizzato stoffe di recupero; ho chiesto anche ad amici ed  al gruppo google di prestito/regalo di regalarmi lenzuola e copripiumini che non usano più.

Questa gonna è stata fatta seguendo il tutorial de lasciarpachecanta (non so se era più contenta la bimba che l'ha ricevuta o io a vederla così felice!!! Direi....io!):


Da qui mi sono ispirata per fare quest'altra gonna, personalizzata con l'iniziale del nome (ne ho fatte due identiche per due bambine molto amiche che festeggiavano insieme il compleanno, ed il caso vuole che avessero anche la stessa iniziale!)


Sempre nello stesso sito ho trovato ispirazione per creare un cartamodello per questo vestito:

versione "casette"


 e versione verde (in questo caso ho ricevuto un copripiumone col quale ho creato il vestito che ho regalato alla figlia del proprietario del copripiumone stesso! Le facce dei genitori quando l'hanno visto erano da fotografare....)



Poi c'è sempre il mio cavallo di battaglia....la borsa in stoffa! In questo caso non ho ancora mai usato stoffe di riciclo, ma ho sempre acquistato pezzi nuovi cercando fantasie che richiamassero i gusti del destinatario. Questa è l'ultima nata per una mia carissima amica che ha festeggiato gli "anta"


In ultimo metto il pezzo più piccolo, l'astuccio....che serve a contenere un regalo comprato, oppure a completare la borsa, utilizzando la stessa stoffa):




Per ora i compleanni in vista sono finiti....ma mi terrò occupata con un berrettino di cui ho già stampato il tutorial.... :-)
Insomma non ho intenzione di smettere presto!

venerdì 9 novembre 2012

Le mamme ed il web: il lavoro on line


Quando ho avuto il mio primo figlio, ho avuto il privilegio di poter lasciare il lavoro per dedicarmi interamente al mestiere di mamma. Poi, quasi per caso, non appena i due bimbi hanno iniziato i rispettivi asili, ho ripreso a lavorare, per poche ore al giorno, in una parafarmacia, fino all'arrivo del terzo figlio. 
Essendo quindi nuovamente disoccupata per scelta, ho pensato di trasferire il lavoro con me, a casa, aprendo un negozio on line. In fondo, i vantaggi di questo tipo di lavoro li conoscevo già, facendo da anni lavori saltuari di traduzione: l'ufficio apre e chiude compatibilmente alle esigenze della famiglia, ma può anche funzionare in parallelo. Io ad esempio mi trovo bene a lavorare di sera, quando dormono tutti, e mentre sono al pc potrebbe esserci in forno una torta che cuoce, oppure posso approfittare di una pausa per caricare la lavastoviglie o stendere il bucato.

La passione che ho per la vendita mi avrebbe dato l'energia necessaria ad aprire il negozio una volta messi a letto i pargoli, ben sapendo che un neonato mi avrebbe interrotto più volte. Ho iniziato le procedure per l'apertura, ho allestito il sito, ho contattato i fornitori, ho studiato il libro di Claudia Porta "La mia mamma sta con me", finchè non ho sbattuto la faccia sulla porta dell'INPS: avrei dovuto sborsare un minimo 3.000 euro (TREMILA!) all'anno, indipendentemente dal fatturato. Per me che avrei potuto lavorare solo una o due ore al giorno (o alla notte :-)) significava perdita sicura. Ho dovuto quindi accantonare (non abbandonare!) il progetto.

Il lavoro on line però si presta secondo me molto bene alle mamme. Ne ho parlato con la mia amica Erika, che per ora conosco solo virtualmente, che è proprietaria di un negozio on line di cosmetici biologici, "Il Giardino di Arianna" ed è mamma di due bimbi.

Erika, da dove nasce la tua passione per il mondo dei cosmetici biologici?
Il mio avvicinamento al mondo della cosmesi naturale e biologica risale a molti, molti anni fa, è stato un processo lento e costante, tutto ha preso avvio da una dermatite da contatto ai comuni detergenti, il mio problema cutaneo mi ha portato a pormi delle domande su cosa utilizziamo quotidianamente e da lì si è aperto un mondo. La nascita della mia bimba (Arianna) mi ha portato ad approfondire ancora di più l’argomento, perché la pelle dei bimbi necessita di attenzioni ancora più grandi.

L'apertura del negozio ti ha dato molte soddisfazioni? Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
Il mio lavoro è, prima di tutto, passione, per cui, sì, mi ha dato e mi dà soddisfazioni, soprattutto quando i clienti poi mi scrivono per ringraziarmi di un consiglio ricevuto.

La tua bimba più grande va già a scuola, ma il più piccolo sta ancora a casa con te. Come riesci a conciliare famiglia e lavoro?
Il mio lavoro online mi permette di seguire entrambi i miei figli con la cura e l’attenzione che vorrei. La mattina è dedicata interamente al cucciolo più piccolo (Marco) e al lavoro (l’aiuto di mia mamma è fondamentale, soprattutto quando confeziono pacchi o scrivo articoli per il blog), dal primo pomeriggio, invece, si aggiunge anche Arianna, i compiti e le mille domande ed idee che una bimba di 6 anni riesce a produrre in quantità industriale. Lavoro anche al pomeriggio, sempre grazie al contributo di mia mamma che mi sostituisce con i miei scatenati bimbi, la sera poi, quando tutti e due dormono nei loro lettini…lavoro.

Anche tuo marito collabora con te: quali sono i suoi ruoli?
Mio marito si occupa della parte informatica, partecipa attivamente nella scelta di marchi e linee da acquistare, scrive articoli per il blog, si prende cura dei nostri bimbi quando sono super impegnata e mi aiuta tantissimo nella gestione della casa.

In passato, quando avevi anche il negozio “fisico” su strada, avete fatto una bellissima scelta, quella di usufruire del congedo di paternità. Che tipo di esperienza è stata?
Il congedo di paternità è stata per mio marito e per i miei bimbi una bellissima occasione per vivere intensamente i primi mesi di Marco e per condividere gioie (la prima pappa, i primi passi, i primi suoni) spesso riservate solo alla mamma.

Condividere il lavoro con la famiglia e svolgerlo tra le mura domestiche ha dei vantaggi ma anche degli svantaggi: mi elencheresti i tuoi?
Il lavoro entro le mura domestiche ha il vantaggio di permettermi di essere sempre presente e disponibile alle esigenze e bisogni dei miei bimbi, lo svantaggio è che lavoro in continuazione, perché al lavoro propriamente detto si aggiungono i lavori domestici…

Cosa dicono i tuoi figli del lavoro della mamma?
Ai miei bimbi piace il mio lavoro e nel gioco mi imitano.

Il tuo negozio ha un giorno di chiusura settimanale? Se si, dedichi del tempo anche solo a te stessa in quel giorno?
Il mio negozio non ha giorni di chiusura, il sabato e la domenica non passa il corriere per il ritiro dei pacchi, ciò non toglie che io lavori preparando quelli per il lunedì, cercando sempre nuovi prodotti e scrivendo articoli per il blog.

Hai qualche consiglio da dare a chi vorrebbe aprire un negozio on line?
Non sono brava a dare consigli, l’unico che mi sento di dare è quello di metterci sempre tanta, tanta passione.

sabato 20 ottobre 2012

Raccolta delle olive

Per una cittadina come me poter partecipare alla raccolta delle olive non può che essere una festa...


L'olio al supermercato si trova tutto l'anno... ma quello "casalingo" no! L'olio prodotto dalle olive portate al frantoio, quello che ha un sapore molto più forte rispetto a quello industriale, nasce in questa stagione. Occorrerebbe riscordarselo quando si acquista l'olio da frantoio: ad agosto-settembre quello che si trova ancora in commercio è un olio che ha quasi un anno...

Questo fine settimana ci siamo offerti come aiutanti nella raccolta delle olive presso un amico di Cicci. L'idea che i bambini passassero un pomeriggio all'aria aperta immersi nella natura, con un panorama mozzafiato, ed imparando anche qualcosa di nuovo, mi entusiasmava.
Le olive possono essere raccolte in diversi modi: c'è chi le lascia cadere nelle reti, appositamente tese sotto agli alberi, e le raccoglie di giorno in giorno; c'è chi fa il puntiglioso e le raccoglie a mano direttamente dall'albero, chi ha meno tempo e le scuote con un rastrello, e chi, come i nostri amici, che le raccoglie con un quadruplice vantaggio.

I nostri amici tagliano i rami degli olivi, di modo da potarli (primo scopo). Questi rami deposti per terra vengono presi uno ad uno e passati attraverso i rastrelli (quelli di plastica, da spiaggia, dei bambini), di modo che le olive siano strappate e gettate verso la rete appoggiata a terra (raccolta delle olive, secondo scopo).
I rami svuotati dalle olive vengono dati ai due asinelli che pascolano per il giardino (terzo scopo) e che hanno il compito di tenere basse le erbacce.
Ciò che resta dal pasto degli asini viene usato come legna da ardere nella stufa, in inverno (quarto scopo).



I bambini si sono divertiti ad usare i rastrelli, ma ovviamente non hanno avuto la costanza di farlo per più di mezz'oretta. Anche il più piccolo ha avuto le sue soddisfazioni, seduto in braccio alla mamma e staccando le olive con le mani, per poi gettarle lontano.


I bimbi si sono poi allontanati per costruirsi una capanna fatta di rami (di olivo!) e coperte, ed il loro gioco di squadra ha permesso agli adulti di continuare la raccolta indisturbati (o quasi...), ed è stato bello restare così immersi nella natura, facendo un lavoro utile ma allo stesso tempo rilassandoci con chiacchiere, thè e biscotti...

Lunedì porteranno il frutto di quattro giornate di raccolta al frantoio: sono davvero curiosa di sapere quanti litri d'olio ne usciranno!



sabato 22 settembre 2012

Passeggiamo sui monti


Quest'estate abbiamo camminato parecchio con i bambini e sebbene le passeggiate fossero adeguate alla loro età, giungere alla meta non è sempre stato semplice...ma con qualche "trucchetto" la fatica si è sentita meno!

La prima gita che abbiamo fatto è stata vicino a casa: partenza dal Monte di Portofino ed arrivo all'agririfugio Molini (e ritorno in giornata). Siamo andati a trovare un'amica di asilo di Cicci e tutta la sua famiglia. Per inciso, il posto è davvero incantevole: immaginate di poter stare comodamente seduti a tavola mentre i bimbi giocano in un'area chiusa ed attrezzata con scivolo, casetta e sabbiera, ed ovunque posiate lo sguardo trovate natura, natura, natura, dal bosco alla vista mozzafiato sul mare (che non è distante per chi voglia anche fare un bagno).
La strada da percorrere comunque non è brevissima, noi con i tre bimbi abbiamo impiegato un'oretta a scendere e un'ora e mezza a salire.

Come abbiamo fatto a non farci prendere dallo sconforto della fatica?
Innanzitutto occorre ringraziare Madre Natura che ci ha fornito delle pillole di energia: per noi erano le more, ma in altra stagione possono essere le fragoline, i corbezzoli... Non appena vedevo che il camminatore più piccolo stava per cedere (si perchè Titto era bello comodo nell'ergo baby insieme al papà), cercavo un cespuglio di more e tadaaaaan perdevamo qualche minuto per raccoglierle, ma poi ci davano tantissima energia per continuare la passeggiata!
Quando non avevamo pillole a disposizione, ho ripescato un loro idolo di qualche mese fa e ho inventato il massaggio di Balotelli. Una scrollatina ai polpacci....prima uno...poi l'altro...e via!!! Come si divertivano, dopo averlo fatto (o glielo facevo io oppure se lo facevano anche da soli!!!) addirittura partivano a scatto e facevano un bel po' di metri...
Ho anche giocato sull'effetto sorpresa: non sapendo esattamente se ci fossero le pillole di energia di cui sopra, ho portato delle caramelle, senza dirglielo in partenza; per cui quando le ho tirate fuori dalla borsa....yuppi yuppi!! Meraviglia e stupore.... e anche con queste (io ho usato gli orsetti gommosi, per potergliene dare più di uno durante il cammino) abbiamo tirato avanti un altro po'.

Nel silenzio del bosco, immersi nel verde senza nessuna distrazione e con il solo compito di camminare, abbiamo inventato qualche gioco per trascorrere il tempo.
Il primo che abbiamo fatto è stato quello degli indovinelli: a turno si pensa ad un oggetto o personaggio, e si dà un indizio. Si forniscono poi altri indizi finchè qualcuno non indovina. Esempio: è tonda e blu (la nostra palla); si usa per giocare; rimbalza...ecc. Anzichè fornire indizi aggiuntivi si può anche rispondere alle domande di chi deve indovinare, oppure fare entrambe le cose.
Un altro gioco è stato quello di pensare alle parole che iniziano con la lettera....(da noi la P era la più divertente perchè si potevano dire parole come "puzzetta" o "pipì" che bastano da sole a far sbellicare i bambini...o almeno i miei!).
Infine ci siamo ritrovati senza volere a fare l'insieme di questi due giochi, perchè per suggerire ai bimbi una parola che iniziasse con la lettera prescelta, io e il papà ci ritrovavamo a fare gli indovinelli!

Insomma, mentre eravamo in Valtellina siamo arrivati così molte volte fino al lago Palù camminando senza sosta. Lì ci aspettava un bel pic nic e tanto svago...

....ci credete che quando siamo tornati a casa, dopo tutto questo allenamento, siamo arrivati molto più in fretta all'agririfugio Molini? :-)

domenica 16 settembre 2012

Ma tu come fai con tre? -una giornata di vacanza-



Spesso altre mamme dicono "Non so come faccia tu con tre bimbi! Io sono stanchissima e ne ho solo due!"
... eh... come faccio?
.... faccio così, ad esempio:

Quella che segue può essere considerata una giornata di vacanza, quanto meno perchè gli asili sono chiusi.

Sono stata svegliata da Titto (il piccolo di undici mesi) alle 7.30, poi dopo una ventina di minuti di 
SUA colazione fatta di latte materno ha spalancato gli occhioni e mi ha detto "TA!!". 
Non ho avuto la forza di fare colazione, IO, per un'ora. 
Finchè non è arrivato Cicci (il secondo, di 4 anni), mi ha chiesto che ore fossero, e mi ha chiesto di fare colazione insieme. Tempo di preparargliela si è presentato il fratello (6 anni). 
Dal momento che il marito è fuori per lavoro per tutto il giorno, e l'idea di portarli da sola al mare mi è psicologicamente pesante, decido di chiamare un'amica. Il tempo di prepararci (60 MINUTI) e siamo in paese, nel negozio di questa mamma, dove c'è un tornio per fare ceramiche. C'è anche sua figlia che è compagna d'asilo di Cicci.

Quindi: Robi e Cicci con G. che giocano in un corridoio strettissimo pieno di ceramiche, io con Titto nell'ergobaby che vorrebbe tanto agguantarle e tirarle in giro. L'altra mamma tenta di far fare qualche lavoretto fattibile con la creta, ma niente, le zucche dure vogliono usare il tornio e... tornio sia. Risultato= creta dappertutto, nessuna tazzina fatta (l'avete vista la puntata di Peppa Pig?), si chiude il negozio e si scende in spiaggia.
Tempo di mettere costume e crema a 3 bambini (no vabbè, Titto non ha il costume! la faccio tragica!), quindi diciamo un quarto d'ora buono, si entra in acqua, ma G. ha dimenticato i braccioli, quindi Robi le presta i suoi, ma poi G. con sua mamma e Cicci vanno a nuoto fino alle boe, mentre Robi rimane con me (che non avendo portato la ciambella di Titto non posso certo mettermi a nuotare con lui addosso), tutto deluso, finchè non gli dico che al rientro cercheremo il DAS che è una specie di creta. Fiuuuup...l'ho convinto!
Ok, tempo scaduto per il parcheggio, togliere costumi, rimettere vestiti, risalire e salutarsi.... tutti in macchina e tutti a casa.
Titto arriva stramazzato e dorme per tutta la durata del pranzo, fino a che mi verso il caffè nella tazza, quando vuole ciucciare un po' e riaddormentarsi un pochino.
Tento di invogliare i grandi al pisolino, ma niente, meglio vedersi un bel cartone alla tele e rilassarsi così.

Titto si sveglia (io vorrei piombare nel letto...), fa un caldo boia e a guardar bene, a casa si sta discretamente....
Al che dopo breve sondaggio e messa ai voti si decide di restare, di mettersi il costume ma di stare fuori in giardino dove consegno la canna dell'acqua ai grandi (e qui pensavo di aver avuto l'idea del secolo, e di essermi meritata almeno un centinaio di punti come mamma dell'anno, ma mi sbagliavo), porto fuori la vaschetta ikea di Titto e lo metto a mollo. Cosa succede? Che i grandi vogliono entrare nella vaschetta!!!! Liti e frigne, Titto che è il più maturo lascia il posto ai fratelli e viene con me a bagnare orto e giardino, gli altri due continuano a litigare per il posto vasca (voi immaginateli, questi fenomeni alti più di 120 cm nella vaschetta...) finchè non trovano una posizione yoga nella quale ci stanno ENTRAMBI CONTEMPORANEAMENTE.


Basta, decido che è ora di pausa anche per me, prendo Titto ed entro in doccia, mi rinfresco. Dopodichè si stufano anche gli altri di star fuori, e non so per quale allineamento astrale, mentre Titto gattona e gioca tranquillo, io riesco a cambiare il copridivano e addirittura a spazzare e passare lo straccio per terra (chiaramente a puntate, a seconda di dov'era messo Titto). Presi dalla foga mammesca, Robi e Cicci mettono in ordine tutti i giochi sparsi (in camera è stato facile: li hanno ficcati tutti sotto al letto e già che c'erano li hanno coperti con il lenzuolo) e Robi si mette a rifare il lettone (il che denota la sua genialità, perchè non ha MAI visto NESSUNO farlo..... )

Bene, la casa sembra una casa e non un porcile, Titto si fa un altro pisolino e io metto su la cena: delle fantastiche polpette di patate e merluzzo con ricetta inventata.... solo che essendo troppo molli, ho avuto la brillante idea di metterle a bollire (tipo canederli) con il risultato che si sono... SCIOLTE!!! AAARGH!!!
Mentre penso che quindi la cena se n'è andata ai gatti, arriva il marito che ha fatto prima del previsto e quindi si è fermato a fare la spesa, Titto si sveglicchia nel senso che ha gli occhi chiusi ma solo se sta in braccio a me appoggiato alla spalla. E così devo mettere a posto tutta la spesa mentre cuocio la pasta....

Ok, posso farcela, la cena è pronta, o per lo meno la pasta, Titto decide che quindi è il caso di aprire gli occhi e la bocca, tutti a tavola, il marito mi dice che ha un impegno e che quindi uscirà fra 5 minuti, io resto coi bimbi a spiegare che la cena... dev'essere improvvisata perchè non sono riuscita a preparare niente.
"Mamma dammi i pomodori dell'orto che sono buonissimi" dice Robi, e Cicci dietro "anch'io voglio i pomodori del MORTO" il che indica il suo livello di stanchezza....

Pance piene, le loro, perchè io non so bene cos'ho mangiato..... Ancora un po' di gioco e di tele (grazie Rai Yoyo, 114 euro di canone spesi bene), poi denti-pigiama-nanna. Anche Titto riesce a prendere sonno.

Perfetto, ora sono tranquilla....posso stare in santa pace a....SPARECCHIARE E STENDERE IL BUCATO!!!


Ecco, signore e signori, vi abbiamo presentato "una tranquilla giornata di vacanza a casa nostra".
Ora forse potete comprendere i motivi per cui dopo tutto questo ho bisogno di una pausa, di staccare... e da qui il blog.

sabato 8 settembre 2012

Cucinare con più bambini


Cucinare con i bambini è un'attività divertente ed educativa, ma perchè non diventi stressante per nessuno occorre un po' di organizzazione.

Se con un unico bambino la preparazione di una pietanza è piuttosto facile, disponendo gli ingredienti già pesati in vari contenitori e dandogli il compito di versarli nella ciotola, di mescolare, o di imitare la mamma facendone una versione più piccola (la sua porzione), quando la cucina viene invasa da due o più bambini, occorre dare a ciascuno il proprio ruolo.

Inizialmente cucinare con i miei tre figli contemporaneamente significava:
o fare i turni (mescoli prima tu e poi lui) 
o fare più porzioni (tecnica utilizzata per fare la pasta della pizza: ad ognuno la sua ciotola, i suoi ingredienti, ed il suo spazio sulla spianatoia).
Io coordinavo il tutto tenendo il terzogenito in braccio, sull'Hippy Chick, nell'Ergo Baby oppure intrattenendolo con vari giocattoli sparsi per la cucina (ancora non è in grado di aprirsi il suo cassetto...vedi post appost).

Oggi però abbiamo fatto una torta al limone per la quale ho trovato il modo di diversificare i compiti:
mentre un bimbo era responsabile di miscelare gli ingredienti (per lui che ha 4 anni significa non solo mescolare, ma anche aprire le uova, grattugiare il limone, pesare la farina, ecc.)
l'altro bimbo (di 6 anni) era responsabile di reperire gli ingredienti dal frigo o dai cassetti, di ungere la tortiera e di spianare la pastafrolla.
....ringraziamo il terzo bimbo che ha reso tutto più semplice schiacciando un pisolino....

Il risultato è stato ottimo!
L'unico neo è che non riesco ancora a trattenerli in cucina per mettere in ordine e pulire.... ma lavorerò parecchio su quest'aspetto.

giovedì 6 settembre 2012

A casa nostra

A casa nostra
siamo in due adulti, tre bambini, e tre gatte.

A casa nostra, quando ci sediamo a tavola, spesso viene anche l'orso Lolo a mangiare con noi. L'orso Lolo è un peluche enorme, che sta seduto composto davanti al suo piatto, alla sua forchetta, al suo coltello. Il suo bicchiere preferito è quello della nutella con disegnate le rane.



Casa nostra
sembra un castello, tanto grande che per spostarsi i bimbi impiegano monopattini o cavallini con le ruote, a seconda dell'età. Dato il traffico derivante, occorre fare attenzione e non superare i limiti di velocità. Il parcheggio è consentito negli appositi spazi riservati: sotto i mobili della cucina.

A casa nostra
ci sono due regole del tre.
Tre cose quando si rientra a casa: scarpe-mani-pipì.
Tre cose prima di andare a dormire: denti-pipì-pigiama.
....ma la mamma a volte si sbaglia e ricorda la regola del dormire quando si entra in casa, o viceversa :-)

A casa nostra
vanno a dormire prima i bimbi grandi, e solo dopo aver visto con i propri occhietti che i fratelli sono effettivamente nei rispettivi letti, anche il bimbo piccolo va a dormire.
Mentre viene cullato dalla mamma, il papà porta ai bimbi grandi nel letto un bicchiere di acqua e menta, perchè senza quello non ci si addormenta.

A casa nostra
al rumore di croccantini nel piatto accorrono tre gatte ed un bimbo gattonante, che sa che quello è il momento giusto per testare la resistenza del pelo allo strappo e la velocità di movimento delle code...
Solitamente arrivo in soccorso alle gatte, per solidarietà femminile, prima che il gattonante tenti di rubare -e assaggiare- qualche croccantino.

Quando usciamo da casa nostra
ci infiliamo in cinque in una R5, ma ci sono i turni da rispettare per sedersi al posto di fianco al guidatore.

A casa nostra
c'è anche un giardino dove passare ore a scavare buchi per seppellire il tesoro... e quanti insetti che si incontrano durante questo lavoro!

A casa nostra
non ci annoiamo mai!!!

lunedì 3 settembre 2012

In cucina con un bimbo piccolo


In un menage familiare "vissuto", molto tempo viene trascorso in cucina. Qui occorre prestare attenzione alla sicurezza dei bambini, specie quando sono piccoli.

Alcune abitudini andranno cambiate: ad esempio, ricordatevi di sistemare sempre le padelle sui fornelli con i manici rivolti all'interno del piano di lavoro, di modo che un bimbo non possa aggrapparvisi o urtarle, se già più alto.

Perchè la permanenza in cucina non sia noiosa o frustrante per un bimbo piccolo, permettetegli di aprire un cassetto, nel quale avrete sistemato cose infrangibili o di poco valore (io ad esempio ho tutti i contenitori di plastica): quello potrà quindi essere aperto e svuotato!